Nido comunale
Sotto il Gelso

Nido Sotto il Gelso: un luogo di cura, scoperta e crescita, dove ogni bambino è accolto, rispettato e accompagnato nella conquista della propria autonomia.
Un ambiente pensato per esplorare, muoversi, scegliere e meravigliarsi, a contatto con la natura e la comunità.

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Un nido dentro la comunità

Il Nido Sotto il Gelso nasce nel cuore delle bellissime colline bergamasche, a Caprino Bergamasco, all’interno di un polo educativo che riunisce nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. 
Per noi questa vicinanza rappresenta molto più di una semplice collocazione geografica: è una grande opportunità educativa. 
Crediamo infatti che educare non significhi soltanto creare un ambiente ricco e preparato all’interno del nido, ma anche aprire il nido al mondo che lo circonda. 
Il paese, le sue strade, le persone che lo abitano, gli anziani, i negozi, le associazioni, i luoghi della comunità, la scuola e il territorio diventano parte di un grande ambiente educativo.

Vogliamo costruire, giorno dopo giorno, una rete di relazioni capace di mettere in dialogo il nido con la comunità e di far sentire i bambini fin da piccoli parte di un luogo che appartiene anche a loro. 

Le radici

Sotto il Gelso è nato nel settembre 2026, è il nido più giovane della famiglia della cooperativa Dolci Sogni, ma porta con sé ventun anni di esperienza nei servizi 0-6: un'infanzia già custodita prima ancora di nascere.

Il pensiero pedagogico di Emmi Pikler ne è la radice, affiancato dal metodo Montessori, in continuità con la scuola dell'infanzia di Caprino Bergamasco.

La nostra visione educativa

Da dove nasce il nostro modo di stare accanto ai bambini?
Nasce da una domanda che, nel tempo, ha orientato il nostro percorso:

Che cosa possiamo fare noi adulti perché ogni bambino possa crescere sentendosi accolto, competente e libero di essere se stesso?

Nel tempo, questa domanda ci ha portato a incontrare e integrare tre importanti riferimenti: 
Emmi Pikler, la pedagogia nel bosco e Maria Montessori.

Tre prospettive diverse, ma profondamente unite da una stessa idea: 
il rispetto del bambino come persona competente, capace di partecipare attivamente e di essere protagonista del proprio percorso di crescita.

Da Emmi Pikler traiamo la fiducia nelle competenze del bambino, il valore della relazione, dei momenti di cura e soprattutto il movimento libero e autonomo. 
Il bambino ha bisogno di tempo per sperimentare, provare, sbagliare e riprovare, senza che l’adulto anticipi continuamente ciò che potrebbe fare da solo.
 

Dalla pedagogia del bosco traiamo l’idea della natura come ambiente vivo e protagonista dei percorsi di apprendimento. Il mutare della luce, del clima e delle stagioni offre ai bambini continue occasioni di esplorazione, scoperta e conoscenza, attraverso 
il corpo, il gioco e tutti i sensi.

Il bambino incontra il mondo non soltanto attraverso ciò che gli viene proposto, ma attraverso ciò che scopre. 

Da Maria Montessori traiamo il valore dell’ambiente preparato e dell’esperienza concreta: la mano come strumento della mente, la concentrazione, la vita pratica e la conquista dell’autonomia. Un’autonomia che non significa fare da soli, ma vivere il piacere di fare, sentirsi capaci e scoprire, con responsabilità, le proprie possibilità.
In questa visione, l’adulto non è al centro. 
L’adulto prepara, osserva, ascolta, accompagna e sostiene. È una presenza attenta e consapevole che sa quando intervenire e, altrettanto importante, sa quando fare un passo indietro. 

La nostra idea di bambino

Crediamo in un bambino che può agire, scegliere e sperimentare, senza essere continuamente guidato, intrattenuto o anticipato. Può fare esperienze autentiche, esplorare, ripetere, concentrarsi, muoversi e costruire lentamente le proprie competenze.
Per questo diamo grande valore agli ambienti: belli, accessibili, ordinati, sicuri e ricchi di possibilità, ma mai sovraccarichi. Ambienti che invitano il bambino ad agire e che gli permettono, nel tempo, di diventare sempre più protagonista della propria esperienza.

L'ambiente come strumento educativo 

Nel nostro nido gli arredi non sono semplicemente arredi, sono pensati per essere a misura di bambino, accessibili e utilizzabili in modo attivo, per sostenere la libertà di movimento e il piacere della scoperta. 

Il fasciatoio per il cambio in piedi nasce dall'idea di coinvolgere il bambino nel momento della cura, rendendolo partecipe e protagonista, anziché semplice destinatario dell'azione dell'adulto.  

Il banchetto, il triangolo e gli altri elementi Pikler, dedicati al movimento, permettono al bambino di sperimentare il proprio corpo, misurarsi con le proprie possibilità, affrontare piccole sfide e costruire, attraverso l'esperienza, fiducia nelle proprie capacità.  

“Rivolgiti al bambino, cerca il suo sguardo.”
— Anna Tardos, Being with Babies

La relazione prima di tutto
Per Emmi Pikler, ogni momento di cura è un momento di relazione. Tenere in braccio, nutrire, cambiare, accompagnare: sono occasioni in cui l’adulto può incontrare davvero il bambino, con il corpo, con le parole e con lo sguardo.

Cercare il suo sguardo, parlargli, aspettare la sua risposta significa riconoscerlo come persona presente e partecipe, non come qualcuno a cui semplicemente fare qualcosa.

È dentro questa presenza attenta e rispettosa che il bambino costruisce fiducia, sicurezza e il piacere di stare in relazione.

Le stanze della sabbia e del fieno

Le stanze della sabbia e del fieno sono spazi pensati per offrire ai bambini un incontro diretto con materiali naturali, autentici e non strutturati, che non suggeriscono un unico modo di essere utilizzati, ma lasciano spazio alla libertà di espressione, all’iniziativa e al gioco spontaneo.

Il fieno

Il fieno offre un’esperienza più ampia e corporea: 
è leggero, mobile, avvolgente e invita a immergersi, nascondersi, spostarsi e trasformare lo spazio. Materiali semplici e non strutturati possono diventare occasioni di gioco libero, lasciando al bambino la possibilità di inventare, esplorare e trovare il proprio modo di stare nell’esperienza.

La sabbia

La sabbia invita a conoscere attraverso le mani, il corpo e i sensi. Toccare, raccogliere, lasciare scorrere, riempire, svuotare e trasformare sono gesti semplici che il bambino può ripetere e approfondire secondo il proprio interesse. Attraverso il fare, entra in relazione con la materia, sperimenta e costruisce progressivamente il proprio sapere.

In questi spazi l’adulto prepara, osserva e accompagna, mentre il bambino ha il tempo e la libertà di esplorare, sperimentare e costruire la propria esperienza.