Nido Sotto il Gelso: un luogo di cura, scoperta e crescita, dove ogni bambino è accolto, rispettato e accompagnato nella conquista della propria autonomia.
Un ambiente pensato per esplorare, muoversi, scegliere e meravigliarsi, a contatto con la natura e la comunità.
Vogliamo costruire, giorno dopo giorno, una rete di relazioni capace di mettere in dialogo il nido con la comunità e di far sentire i bambini fin da piccoli parte di un luogo che appartiene anche a loro.
Da Emmi Pikler traiamo la fiducia nelle competenze del bambino, il valore della relazione, dei momenti di cura e soprattutto il movimento libero e autonomo.
Il bambino ha bisogno di tempo per sperimentare, provare, sbagliare e riprovare, senza che l’adulto anticipi continuamente ciò che potrebbe fare da solo.
Dalla pedagogia del bosco traiamo l’idea della natura come ambiente vivo e protagonista dei percorsi di apprendimento. Il mutare della luce, del clima e delle stagioni offre ai bambini continue occasioni di esplorazione, scoperta e conoscenza, attraverso
il corpo, il gioco e tutti i sensi.
Il bambino incontra il mondo non soltanto attraverso ciò che gli viene proposto, ma attraverso ciò che scopre.
Da Maria Montessori traiamo il valore dell’ambiente preparato e dell’esperienza concreta: la mano come strumento della mente, la concentrazione, la vita pratica e la conquista dell’autonomia. Un’autonomia che non significa fare da soli, ma vivere il piacere di fare, sentirsi capaci e scoprire, con responsabilità, le proprie possibilità.
In questa visione, l’adulto non è al centro.
L’adulto prepara, osserva, ascolta, accompagna e sostiene. È una presenza attenta e consapevole che sa quando intervenire e, altrettanto importante, sa quando fare un passo indietro.
Crediamo in un bambino che può agire, scegliere e sperimentare, senza essere continuamente guidato, intrattenuto o anticipato. Può fare esperienze autentiche, esplorare, ripetere, concentrarsi, muoversi e costruire lentamente le proprie competenze.
Per questo diamo grande valore agli ambienti: belli, accessibili, ordinati, sicuri e ricchi di possibilità, ma mai sovraccarichi. Ambienti che invitano il bambino ad agire e che gli permettono, nel tempo, di diventare sempre più protagonista della propria esperienza.
L'ambiente come strumento educativo
Nel nostro nido gli arredi non sono semplicemente arredi, sono pensati per essere a misura di bambino, accessibili e utilizzabili in modo attivo, per sostenere la libertà di movimento e il piacere della scoperta.
Il fasciatoio per il cambio in piedi nasce dall'idea di coinvolgere il bambino nel momento della cura, rendendolo partecipe e protagonista, anziché semplice destinatario dell'azione dell'adulto.
Il banchetto, il triangolo e gli altri elementi Pikler, dedicati al movimento, permettono al bambino di sperimentare il proprio corpo, misurarsi con le proprie possibilità, affrontare piccole sfide e costruire, attraverso l'esperienza, fiducia nelle proprie capacità.
“Rivolgiti al bambino, cerca il suo sguardo.”
— Anna Tardos, Being with Babies
La relazione prima di tutto
Per Emmi Pikler, ogni momento di cura è un momento di relazione. Tenere in braccio, nutrire, cambiare, accompagnare: sono occasioni in cui l’adulto può incontrare davvero il bambino, con il corpo, con le parole e con lo sguardo.
Cercare il suo sguardo, parlargli, aspettare la sua risposta significa riconoscerlo come persona presente e partecipe, non come qualcuno a cui semplicemente fare qualcosa.
È dentro questa presenza attenta e rispettosa che il bambino costruisce fiducia, sicurezza e il piacere di stare in relazione.
Le stanze della sabbia e del fieno sono spazi pensati per offrire ai bambini un incontro diretto con materiali naturali, autentici e non strutturati, che non suggeriscono un unico modo di essere utilizzati, ma lasciano spazio alla libertà di espressione, all’iniziativa e al gioco spontaneo.